Haus Der Kunst
E POI, NON SAI COME, L’ARCHITETTURA RAZIONALISTA TI CONDUCE IN UN MONDO DI RICORDI NON TUOI. IN OGNI LIBRERIA MI SENTO COME BAMBINA, IN OGNI MUSEO MI SENTO AL SICURO… EPPURE  SONO LUOGHI COME QUESTO A FARMI SOGNARE. IL CALDO DELLE ENORMI STANZE CHE TI ACCOGLIE QUANDO FUORI PIOVE COME SE FOSSE AUTUNNO. LE PROSPETTIVE PERFETTE, SEVERE, CALCOLATE. I RESIDUI DI AY WEIWEI I CUI VASI CINESI RIMANGONO INCASTRATI ORDINATAMENTE SULLE COLONNE DEL PATIO DI EPOCA NAZISTA.
MA IL MIO PENSIERO VOLA IN DIETRO.
DATEMENE ANCORA VI PREGO. VORREI ESSERE STATA TRA I PRIMI A CONDURRE DISCORSI LETTERARI APPOGGIATA AD UNA DELLE ENORMI PARETI SPOGLIE. SAREI RIMASTA PIACEVOLMENTE COLPITA DALL’ECHEGGIARE DELLE MIE VELOCI PAROLE. MI SAREBBE PIACIUTO PASSEGGIARE TRA I CORRIDOI A BRACCETTO DELL’USCENTE DI TURNO. IL LATO UNICO ED AFFASCINANTE DEI TUMULTUOSI ANNI ‘30. TOLTO IL NAZISMO SAREBBE STATO PERFETTO.

Haus Der Kunst

E POI, NON SAI COME, L’ARCHITETTURA RAZIONALISTA TI CONDUCE IN UN MONDO DI RICORDI NON TUOI. IN OGNI LIBRERIA MI SENTO COME BAMBINA, IN OGNI MUSEO MI SENTO AL SICURO… EPPURE  SONO LUOGHI COME QUESTO A FARMI SOGNARE. IL CALDO DELLE ENORMI STANZE CHE TI ACCOGLIE QUANDO FUORI PIOVE COME SE FOSSE AUTUNNO. LE PROSPETTIVE PERFETTE, SEVERE, CALCOLATE. I RESIDUI DI AY WEIWEI I CUI VASI CINESI RIMANGONO INCASTRATI ORDINATAMENTE SULLE COLONNE DEL PATIO DI EPOCA NAZISTA.

MA IL MIO PENSIERO VOLA IN DIETRO.

DATEMENE ANCORA VI PREGO. VORREI ESSERE STATA TRA I PRIMI A CONDURRE DISCORSI LETTERARI APPOGGIATA AD UNA DELLE ENORMI PARETI SPOGLIE. SAREI RIMASTA PIACEVOLMENTE COLPITA DALL’ECHEGGIARE DELLE MIE VELOCI PAROLE. MI SAREBBE PIACIUTO PASSEGGIARE TRA I CORRIDOI A BRACCETTO DELL’USCENTE DI TURNO. IL LATO UNICO ED AFFASCINANTE DEI TUMULTUOSI ANNI ‘30. TOLTO IL NAZISMO SAREBBE STATO PERFETTO.

Regali inaspettati.
E’ fine Aprile e a Milano piove ancora.
Io sono stufa, metereopatica e mi nascondo dalle lauree degli amici provando a non bruciare i muffin per l’ennesima volta.
Come pasticciera faccio schifo.
Ma la cosa più interessante è che, dopo aver salutato i miei coinquilini che uscivano con aria festaiola e constatato di aver fatto bruciare ancora una volta i muffin, li vedo tornare con aria ancora più divertita e festaiola di prima.
Stupore ( e rassegnazione per i muffin ) nei miei occhi.
A. mi porge quella che sembra essere una busta grande ed un pò usurata di carta bianca. M. aggiunge ‘L’abbiamo trovata sulla cassetta delle lettere’… e, sovrapponendosi uno alla voce dell’altro, mi farfugliano concitatamente un: ” Abbiam controllato bene: non c’è nè biglietto nè dedica’.
Non faccio in tempo a capire e penso solo che devo torgliergli dalle mani il pacco nel più breve tempo possibile. Lo prendo in mano e noto che è una busta sgualcita con il mio nome scritto a caratteri maiuscoli e ben distanziati tra loro.
No, non capisco.
Tra l’altro la scrittura mi sembra familiare e penso di conoscere ben poche persone capaci di una tale semplicità e minimalismo nei gesti.
Non mi resta che aprirlo… anche perchè ho quattro occhi puntati su di me e l’esigenza di scrollarmi la frustrazione culinaria di dosso.
Ovvio che deve essere un libro. Volevo un libro. Quindi se è passato un qualsivoglia babbonatale in giande mi sembra giusto che esaudisca un mio desiderio.
Copertina-cartonata-10x10-Emiliano-Ponzi-L’illustrazione-dell’uomo-tagliato-dalle-strisce-pedonali. 
Ho le mani sporchissime di glassa allo zucchero a velo che non metterò mai sui muffin bruciati.
Come faccio?
I quattro occhi mi guardano imbambolati, non capiscono e non possono capire.
Ma io si.
Corro a lavarmi le mani. 
Grazie Federico. 

Regali inaspettati.

E’ fine Aprile e a Milano piove ancora.

Io sono stufa, metereopatica e mi nascondo dalle lauree degli amici provando a non bruciare i muffin per l’ennesima volta.

Come pasticciera faccio schifo.

Ma la cosa più interessante è che, dopo aver salutato i miei coinquilini che uscivano con aria festaiola e constatato di aver fatto bruciare ancora una volta i muffin, li vedo tornare con aria ancora più divertita e festaiola di prima.

Stupore ( e rassegnazione per i muffin ) nei miei occhi.

A. mi porge quella che sembra essere una busta grande ed un pò usurata di carta bianca. M. aggiunge ‘L’abbiamo trovata sulla cassetta delle lettere’… e, sovrapponendosi uno alla voce dell’altro, mi farfugliano concitatamente un: ” Abbiam controllato bene: non c’è nè biglietto nè dedica’.

Non faccio in tempo a capire e penso solo che devo torgliergli dalle mani il pacco nel più breve tempo possibile. Lo prendo in mano e noto che è una busta sgualcita con il mio nome scritto a caratteri maiuscoli e ben distanziati tra loro.

No, non capisco.

Tra l’altro la scrittura mi sembra familiare e penso di conoscere ben poche persone capaci di una tale semplicità e minimalismo nei gesti.

Non mi resta che aprirlo… anche perchè ho quattro occhi puntati su di me e l’esigenza di scrollarmi la frustrazione culinaria di dosso.

Ovvio che deve essere un libro. Volevo un libro. Quindi se è passato un qualsivoglia babbonatale in giande mi sembra giusto che esaudisca un mio desiderio.

Copertina-cartonata-10x10-Emiliano-Ponzi-L’illustrazione-dell’uomo-tagliato-dalle-strisce-pedonali.

Ho le mani sporchissime di glassa allo zucchero a velo che non metterò mai sui muffin bruciati.

Come faccio?

I quattro occhi mi guardano imbambolati, non capiscono e non possono capire.

Ma io si.

Corro a lavarmi le mani. 

Grazie Federico. 


Niall McClelland - Tapestry II. Photocopy on folded paper, 32” x 48” (2008)

Niall McClelland - Tapestry II. Photocopy on folded paper, 32” x 48” (2008)

A PIZZA TUMBLR WITH PZZA CONTENTS BY AN ITALIAN DESIGNER